Anche nel 2026 l’Unione Buddhista Italiana promuove il proprio Bando Umanitario, relativo alla ripartizione dell’8×100 dell’imposta sui redditi delle persone fisiche (IRPEF) di cui all’art. 47 della legge 222/1985. I fondi ricevuti sono destinati a progetti culturali, sociali e umanitari anche a favore di altri Paesi, nonché assistenziali e di sostegno al culto buddhista.
Ogni anno, viene offerta la possibilità di presentare proposte progettuali per ottenere un contributo economico. Si potrà presentare un solo progetto; non saranno ammessi alla valutazione gli Enti che dovessero presentare più progetti a valere sul presente bando.
L’azione dell’UBI mira a supportare tutte le attività volte a contrastare la violazione dei diritti umani e del diritto umanitario nel suo complesso. Tale azione è guidata dai principi di umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza. L’aiuto umanitario discende dai principi etici espressi dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e ha come obiettivo il soccorso, l’assistenza e la protezione delle persone vittime di sofferenza, discriminazione e abbandono, a prescindere dall’origine della loro condizione.
Particolare attenzione sarà riservata alle iniziative che valorizzino il ruolo delle comunità territoriali, che promuovano la collaborazione tra soggetti diversi e la creazione di reti stabili. Gli interventi dovranno tenere conto della complessità dell’esperienza delle persone destinatarie e della necessità di promuovere contesti inclusivi, accoglienti e rispettosi dei diritti fondamentali.
VISIONE E FRAMEWORK DEL BANDO
L’Unione Buddhista Italiana intende i fondi dell’8×1000 come uno strumento di presenza attiva nella vita sociale e civile del Paese: non mera redistribuzione di risorse, ma espressione di una responsabilità verso il bene comune, radicata in una visione dell’esistenza come rete di relazioni interdipendenti. Il framework che orienta questo bando si fonda su tre principi fondativi.
I. Interconnessione Ogni forma di sofferenza individuale è anche sofferenza collettiva. La malattia, il disagio, la marginalità, il degrado ambientale non sono fenomeni isolati: nascono da contesti relazionali, culturali ed ecologici che li generano e li perpetuano. Intervenire efficacemente significa riconoscere questa interconnessione e agire su di essa con approcci sistemici, che tengano insieme la cura della persona, della comunità e del territorio.
II. Cura integrale La cura non si esaurisce nel trattamento dei sintomi. Essa richiede attenzione alla dimensione emotiva e relazionale, alla qualità dei contesti di vita, alla capacità delle comunità di generare senso, appartenenza e protezione. Il bando sostiene interventi che assumono questa complessità, privilegiando approcci multidisciplinari capaci di accompagnare le persone in un percorso di trasformazione duraturo, lungo tutto l’arco della vita.
III. Responsabilità verso il vivente L’orizzonte del bando non si limita alla cura dell’essere umano, ma si estende alla comunità degli esseri viventi e agli ecosistemi che li sostengono. La salute umana, animale e planetaria sono profondamente connesse. Gli interventi che il bando intende sostenere partono da questa consapevolezza e vi si riferiscono esplicitamente. Alla luce di questi principi, il bando articola il proprio intervento su due macro-aree strutturali, la cura della persona e l’ecologia integrale, entrambe permanenti nell’impianto del bando, e articolate annualmente attraverso un focus tematico specifico che ne orienta le priorità.
STRUTTURA E OBIETTIVI
AREA A — CURA DELLA PERSONA La cura della persona costituisce uno degli assi portanti di questo bando. Essa abbraccia l’intero arco dell’esistenza umana, dalla fragilità adolescenziale all’accompagnamento nella malattia, dal caregiving familiare alla cura di chi si trova in condizioni di marginalità, fino all’accompagnamento al fine vita, in tutte le sue dimensioni: fisica, emotiva, relazionale e spirituale. Il bando intende sostenere interventi che non si limitino alla risposta ai sintomi, ma che costruiscano contesti di cura capaci di restituire dignità, relazione e senso. Particolare attenzione è riservata agli approcci multidisciplinari, all’integrazione tra saperi clinici e pratiche contemplative o umanistiche, e alla capacità degli interventi di generare reti territoriali stabili.
AREA B — ECOLOGIA PROFONDA E CURA DEL VIVENTE La salute della società è inseparabile dalla salute degli ecosistemi che la ospitano. L’Unione Buddhista Italiana intende sostenere interventi che affrontino la crisi ecologica del nostro tempo non solo sul piano tecnico-ambientale, ma nella sua dimensione più profonda: come crisi di relazione tra l’essere umano e il mondo vivente. L’approccio che orienta quest’area non è quello della sola tutela delle specie o degli habitat, ma quello di una trasformazione culturale che riconduca l’agire umano all’interno di una rete di responsabilità verso tutti gli esseri viventi. In questa prospettiva, la cura dell’ambiente è anche cura di sé e della comunità: un atto etico ed educativo al tempo stesso.
ENTI CHE POSSONO ACCEDERE AI CONTRIBUTI
Possono presentare domanda i seguenti soggetti:
- Centri Associati all’Unione Buddhista Italiana;
- Enti Religiosi Riconosciuti;
- Fondazioni;
- Associazioni riconosciute e non riconosciute;
- Cooperative Sociali;
- ONG riconosciute dallo Stato Italiano;
- Enti del Terzo Settore (ETS).
Non possono accedervi le persone fisiche né Enti Pubblici o con finalità lucrative.
MODALITÀ DI PRESENTAZIONE
Accedendo alla piattaforma presente al link https://bandi8x1000.unionebuddhistaitaliana.it/ è possibile presentare progetti per la richiesta di finanziamento.
Si faccia riferimento a tutte le istruzioni di dettaglio contenute nel documento “Linee guida per accedere ai bandi area UMANITARIA a valere su fondi Otto per Mille dell’Unione Buddhista Italiana anno 2026” – GUARDALO QUI, dove vengono evidenziati anche tutti i documenti accompagnatori obbligatori.
TEMPISTICA DI PRESENTAZIONE
Il bando apre il giorno 14 settembre 2026 e chiude il 22 ottobre 2026 alle ore 12.00
RISORSE DISPONIBILI
- Risorse disponibili € 1.200.000,00
- Contributo minimo richiedibile € 10.000,00
- Contributo massimo richiedibile € 100.000,00
- Contributo massimo (% del progetto) 70% del costo totale
- Cofinanziamento minimo richiesto 30% del costo totale (di cui max 10% lavoro volontario)
Durata massima del progetto 12 mesi dalla data di avvio
ELEGGIBILITÀ DELLE SPESE
I progetti ammessi al contributo saranno finanziati fino alla concorrenza massima del 70% del costo complessivo del progetto. Il Proponente dovrà dimostrare un cofinanziamento minimo del 30% del
costo totale, garantito da risorse proprie o da finanziamenti di terzi, pubblici o privati. Nella dimostrazione della disponibilità di risorse proprie del 30% possono essere rendicontati i contributi di lavoro volontario nella misura massima del 10%.
In caso di approvazione del progetto da parte dell’UBI, le spese sostenute si potranno rendicontare a partire dalla data di avvio indicata sul progetto approvato, che non potrà essere antecedente alla data di emissione del bando sul sito UBI.