Contrasto alla povertà e recupero alimentare, ecco il bando regionale per il Terzo settore

Rivolto ad associazioni e a fondazioni, la scadenza è fissata alle 13 del 20 settembre 2022. Gli importi per ciascun progetto possono variare dai 5mila fino ai 100mila euro per ciascun progetto presentato.
26 Luglio 2022 09:0020 Settembre 2022 13:00

E’ aperto dal 26 luglio il bando emanato dalla Regione Emilia-Romagna pensato per sostenere le attività di recupero di beni alimentari e per la distribuzione di pasti a favore delle persone in povertà.

Con 500.000 euro di risorse disponibili, l’obiettivo del bando è quello di realizzare o potenziare iniziative territoriali a favore di persone in condizione di povertà o fragilità sociale per la solidarietà e il recupero, lo stoccaggio e la distribuzione gratuita di prodotti alimentari e non (igiene personale, igiene della casa, farmaci, materiale scolastico, alimenti per animali domestici, ecc.), nonché per la produzione e distribuzione di pasti pronti a persone in condizione di grave povertà.

Le domande complete della documentazione prevista devono essere trasmesse all’indirizzo politichesociali@postacert.regione.emilia-romagna.it entro e non oltre le 13 del 20 settembre 2022.

L’OBIETTIVO

Un aiuto concreto per chi è non in condizioni di procurarsi il cibo. Famiglie e persone in grave povertà che trovano spesso nel Terzo settore una risposta per soddisfare i bisogni più essenziali. Un aiuto che, in linea con l’Agenda 2030, garantisca il diritto al cibo e la sostenibilità ambientale.

Per sostenere i soggetti dell’associazionismo e del volontariato impegnati in questo ambito, la Giunta regionale ha approvato un bando che prevede 500mila euro di contributi per le attività solidali di distribuzione di pasti pronti per le persone in grave difficoltà economiche. Non solo: tra le attività previste che possono essere finanziate c’è anche il recupero e la distribuzione gratuita di beni alimentari e no, quali prodotti necessari all’igiene personale e della casa, farmaci e materiale scolastico.

Possono partecipare al bando le Fondazioni onlus, oppure le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale già iscritte, o che abbiano fatto richiesta di iscrizione, al Registro Unico Nazionale del Terzo settore.

L’obiettivo è duplice: da una parte realizzare interventi per la solidarietà, il recupero, lo stoccaggio e la distribuzione gratuita di prodotti alimentari e non solo, dall’altra promuovere la produzione e distribuzione di pasti pronti e limitare gli sprechi. Grande attenzione, infatti, è posta nella promozione del recupero del cibo e della lotta allo spreco alimentare. Inoltre, non ci si limita al sostentamento materiale delle persone in difficoltà, ma si propone anche la costruzione di relazioni di supporto e di orientamento di queste persone.

I DETTAGLI

Chi può presentare domanda di finanziamento 

  • Organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale iscritte nel Runts o in fase di trasmigrazione alla data di pubblicazione del bando che prevedano nel loro statuto finalità connesse al recupero e redistribuzione gratuita di beni, in particolare primari, a fini di solidarietà sociale e/o lotta allo spreco”.
  • Fondazioni del Terzo settore iscritte nel Registro unico nazionale del Terzo settore o per le quali il requisito dell’iscrizione si intende assolto attraverso l’iscrizione all’anagrafe delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS).

La domanda può essere presentata in forma singola o in partenariato con i soggetti sopra elencati. Nell’ambito di una partnership, il soggetto capofila sarà il beneficiario del finanziamento regionale, responsabile della rendicontazione finale e dei rapporti con la Regione e con gli altri enti pubblici e privati coinvolti.

Non è consentita la partecipazione in qualità di capofila a valere su più proposte progettuali.

Finanziamenti Le risorse messe a bando ammontano complessivamente a 500.000 euro. I progetti approvati verranno finanziati con un contributo regionale a totale copertura delle spese ritenute ammissibili e fino ad un importo massimo di:

  • 5.000,00 euro per i progetti di rilievo comunale;
  • 15.000,00 euro per i progetti di rilievo distrettuale;
  • 50.000,00 euro per i progetti di rilievo sovra distrettuale e provinciale;
  • 100.000,00 euro per i progetti di rilievo regionale.

Salvo per i progetti di rilievo regionale, che dovranno comunque fornire evidenze della dimensione dell’azione proposta, la dimensione territoriale dovrà essere attestata da uno o più accordi formalizzati con il Comune o con l’ente/gli enti capofila del distretto o con il soggetto delegato alla gestione degli interventi sociali.

Interventi finanziabili 

  • avvio e potenziamento di empori solidali;
  • avvio e potenziamento di mense/centri di produzione e distribuzione pasti;
  • incremento quantitativo e qualitativo dei bani da distribuire, con attenzione alle diverse culture alimentari e alla promozione di stili di vita sani (limite massimo del 50% del valore del progetto);
  • potenziamento e qualificazione della logistica, dei centri di stoccaggio e dei sistemi di trasporto, anche in sinergia con altri soggetti, attraverso proposte volte anche alla riduzione dell’impatto sull’ambiente.

I progetti potranno includere anche interventi specifici, da realizzarsi attraverso soluzioni innovative, volti a:

  • supportare i destinatari finali in azioni di accompagnamento e di cura delle relazioni (sostegno per la ricerca del lavoro, iniziative di socializzazione, ecc.);
  • formare altri soggetti che sul territorio regionale si occupano di recupero e distribuzione di beni a fini di solidarietà sociale;
  • sensibilizzare la cittadinanza, in particolare i giovani, al recupero e alla lotta allo spreco;
  • svolgere attività di comunicazione destinate all’ampliamento delle reti di collaborazione con le imprese, al fine di incentivare le attività di recupero alimentare e l’incremento quali-quantitativo degli approvvigionamenti.

Spese ammesse

  1. personale coinvolto direttamente nelle attività del progetto nel limite del 50% dell’ammontare del progetto;
  2. acquisto di servizi e consulenze;
  3. acquisto di beni alimentari e non, da destinare alla distribuzione, nel limite del 50% dell’ammontare del progetto;
  4. acquisto di attrezzature, materiale di consumo, beni strumentali, piccoli arredi (valore massimo unitario 516,46 €);
  5. spese per la logistica (noleggi, affitti, carburante ecc.);
  6. spese per attività di formazione, promozionali e divulgative;
  7. rimborsi spese volontari;
  8. prodotti assicurativi;
  9. costi di progettazione nella misura massima del 5%;
  10. spese generali di gestione degli immobili destinati alla realizzazione del progetto (canoni di locazione, utenze, manutenzioni ordinarie).

Non sono ammessi a finanziamento le spese che non siano direttamente imputabili alle attività di progetto, quelle in conto capitale che comportino aumento di patrimonio, le spese eccedenti le percentuali dove indicate, quelle derivanti dall’acquisizione di servizi o di prestazioni di lavoro offerti da soci volontari, derivanti dal calcolo di valorizzazione monetaria di servizi o attività di volontariato.

Durata dei progetti I progetti possono avere una durata massima di 12 mesi a decorrere dalla data di pubblicazione della graduatoria dei soggetti ammessi a finanziamento sul bollettino ufficiale Telematico della Regione.

Per informazioni: